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Successioni testamentarie

Indice

Cosa si intende per “successione testamentaria”?

Si parla di successione testamentaria per identificare quel tipo di successione che deriva dalla redazione di un testamento, da parte del de cuius e con il quale quest’ultimo ha disposto dei propri averi.

Infatti, quando vi è un testamento, la successione testamentaria prevale su quella di legge, così da mantenere intatta la reale volontà dispositiva del defunto.

Tuttavia, la legge prevede alcuni vincoli alla volontà del de cuius, il quale non può disporre senza il rispetto di determinati vincoli imposti dalla successione necessaria, che prevale su quella testamentaria.

Il limite più conosciuto, che diviene spesso quello più controverso e oggetto di contenzioso, è il limite della quota di legittima.

Come si calcola la quota di legittima?

Per comprendere quale parte dell’eredità debba necessariamente essere attribuita al legittimario diviene necessario confrontare e rapportare il valore della quota riservata all’attivo ereditario (al netto dei debiti).

La quota viene calcolata mediante il rapporto tra la quota riservata del legittimario in forza dell’art. 537 c.c. e la massa ereditaria, calcolata secondo quanto disposto dall’art. 556 c.c..

Infatti è proprio quest’ultima norma che sancisce il principio secondo cui, per determinare la quota disponibile, deve essere prima formata una “massa di tutti i beni che appartenevano al defunto al tempo della morte, detraendone i debiti. Si riuniscono quindi fittiziamente i beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione secondo il loro valore determinato in base alle regole dettato negli articoli da 747 a 750 e, sull’asse così formato, si calcola la quota di cui il defunto poteva disporre.”

Successione testamentaria: la capacità di fare testamento

Abbiamo già visto come la possibilità di redigere un testamento sia sempre vincolata al rispetto di alcune “quote di riserva” e di conseguenza tale possibilità è limitata alla cd. “quota disponibile”.

Non sempre, tuttavia, è possibile per un soggetto fare testamento. La successione testamentaria presuppone infatti per la sua validità che il soggetto testatore abbia la “capacità” (da intendersi ovviamente in termini legali) di redigere testamento.

Il legislatore ha previsto che possano disporre per testamento tutti i soggetti che non sono stati dichiarati incapaci ai sensi di legge. Sono quindi incapaci di redigere testamento i seguenti soggetti:

  • i minori di età;
  • gli interdetti per infermità mentale successivamente alla pubblicazione della sentenza di cui all’art. 421 c.c. con la conseguenza che rimane valido anche il testamento redatto durante la procedura di interdizione, a meno che non si dimostri l’incapacità di intendere e di volere al momento della effettiva redazione del testamento;
  • sono infatti esclusi i soggetti che a prescindere dall’interdizione siano stati incapaci di intendere e volere nel momento in cui il testamento è stato da loro redatto. Ovviamente chi contesta l’invalidità del testamento dovrà dimostrare l’incapacità del testatore, e conseguentemente produrre in giudizio elementi che dimostrino che il testatore era incapace.