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Ricorso per segnalazione di abbandono di minore

Indice

Cosa si intende per “abbandono di minore”?

Ai sensi dell’art. 403 c.c. qualora il minore sia moralmente o materialmente abbandonato o allevato in locali pericolosi o insalubri, oppure da persona incapaci di provvedere alla sua educazione per negligenza, immoralità ignoranza o per ulteriori motivi, la pubblica autorità, mediante organi di protezione dell’infanzia, colloca il minore in un luogo sicuro fino al momento in cui si possa provvedere definitivamente in ordine alla sua protezione. Controversa appare l’attuale vigenza dell’art. 403 c.c. Ad una tesi dottrinale secondo cui tale disposizione sarebbe implicitamente abrogata si contrappone l’orientamento giurisprudenziale per cui la suddetta norma non può considerarsi abrogata implicitamente perché attiene ad interventi urgenti da assumere nella fase anteriore all’affidamento familiare, è però necessario coordinarla con l’art. 9, l. n. 184/1983 che obbliga la pubblica autorità, che venga a conoscenza della situazione di abbandono, di segnalarla al Tribunale per i minorenni.

Lo stato di abbandono non coincide con quello richiesto per la dichiarazione di adottabilità: come evidenziato da parte della dottrina l’art. 403 c.c. si riferisce a situazioni di urgente necessità che richiedono un intervento immediato per collocare il minore in un posto sicuro.

La norma svolge una funzione residuale perché tesa a garantire ai minori, che si trovino nelle situazioni di difficoltà o pericolo indicate, una protezione immediata solo quando vi sia il pericolo che l’autorità giudiziaria non possa provvedere tempestivamente. L’art. 403 c.c. legittima dunque provvedimenti di urgenza assunti in presenza di una situazione di imminente pericolo per il minore, fermo restando che l’autorità intervenuta dovrà poi segnalare la situazione al tribunale per i minorenni.

Controversa appare l’individuazione dell’autorità competente. In particolare, si tratta di verificare se con tale terminologia il legislatore si sia riferito all’autorità amministrativa, all’autorità giudiziaria o ad entrambe. Secondo l’orientamento maggioritario la competenza spetterebbe all’autorità amministrativa. Si è a tal proposito evidenziato che la disposizione in esame concerne un’attività esecutiva sottoposta al controllo dell’autorità giudiziaria che, dunque, non può essere anche l’autorità competente all’adozione dell’atto. Inoltre, le ipotesi in cui l’autorità giudiziaria può intervenire in via d’urgenza sono espressamente previste dal legislatore; a tal proposito si rinvia all’art. 336 c.c. ed agli artt. 4, c. 2 e 10, l. n. 184/1986. Ne deriva che il provvedimento con cui il p.m. presso il Tribunale minorile temendo un pericolo grave per il minore, dispone in via provvisoria ed urgente, il suo affidamento ai servizi sociali del comune di residenza è nullo e inefficace, perché l’art. 403 c.c. non attribuisce tale potere al p.m., che in materia civile ha solo poteri di impulso processuale e la sua applicazione presuppone l’esistenza di un pregiudizio attuale.

Il ruolo dei servizi sociali

L’autorità titolare del potere è non solo l’autorità di pubblica sicurezza ma anche, stante il carattere protettivo del provvedimento, l’autorità competente in materia di assistenza ai minori e quindi, in particolare, i servizi sociali del Comune a ciò preposti.

L’urgenza di collocare il minore “in luogo sicuro”, al fine del soddisfacimento dei bisogni immediati del minore e della custodia della sua persona, è chiaro indice della natura provvisoria del provvedimento e si raccorda all’obbligo per l’autorità che provvede all’affidamento, come pure per gli operatori dei servizi di cui essa si avvale, di riferire al più presto al tribunale per i minorenni sulle condizioni del minore affinché questo possa provvedere “in modo definitivo” sulle sue necessità.

Provvedimenti a tutela del minore

È previsto che l’autorità competente convochi il minore in un luogo “sicuro” intendendosi con tale espressione oltre al collocamento del minore anche l’affidamento a colui che prenderà in consegna il minore occupandosene ancorché temporaneamente.

L’autorità che interviene a favore del minore ha l’obbligo, penalmente sanzionabile, di comunicare le condizioni del minore al Tribunale dei Minorenni così da consentire a quest’ultimo l’assunzione del provvedimento definitivo, nonché la verifica della legittimità formale e sostanziale del provvedimento. Tale comunicazione può esser accompagnata da una relazione descrittiva sulla situazione del minore, lo stato di abbandono e la situazione venutasi a creare che ha imposto l’adozione del provvedimento di collocamento in via d’urgenza.