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Ricorso per inadempimento dell’obbligo di mantenimento (art. 316-bis c.p.c.)

Indice

Genitori o coniugi? Inquadramento all’esito della riforma

L’art. 316-bis c.c., riproduzione del previgente art. 148 c.c., non fa più riferimento, nella rubrica, al concorso “negli oneri”, ma a quello “nel mantenimento”, e, in conseguenza dell’unicità dello stato di filiazione, prevede che tale dovere incomba sui genitori e non più sui coniugi, eliminando altresì la dicitura “legittimi o naturali” dopo la parola ascendenti. I genitori, quindi, secondo loro sostanze e in base alla loro capacità lavorativa, professionale o casalinga, devono provvedere al mantenimento della prole. Il concorso nel mantenimento dei figli grava su entrambi i genitori per il solo fatto di averli generati, con la conseguenza che colui che effettua il riconoscimento in un momento successivo resta obbligato anche per il periodo anteriore. La ripartizione rileva solamente nei rapporti interni; pertanto, qualora uno dei due genitori non possa o non voglia adempiere, l’altro sarà obbligato per l’intero, salva possibilità di agire per il rimborso, essendo la fattispecie riconducibile alla gestione di affari altrui.

L’età del figlio e l’indipendenza economica

Il dovere di contribuire al mantenimento non è ancorato alla minore età della prole, ma perdura finché la stessa, divenuta maggiorenne, non si sia resa economicamente indipendente o non abbia raggiunto l’indipendenza per propria colpa.

L’entità del contributo, gravante su ciascun genitore, deve essere determinata in relazione, oltre che alla capacità lavorativa, alle “sostanze”, intendendosi per tali la complessiva consistenza del patrimonio di ciascuno, inclusa l’eventuale titolarità di beni immobili. Per la determinazione del contributo al mantenimento nelle ipotesi di separazione e divorzio, la materia è disciplinata dall’art. 337-ter c.c.

Eventuali obblighi degli ascendenti

Qualora entrambi i genitori non siano in grado di mantenere i figli, gli ascendenti, in base all’ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori (e non direttamente ai nipoti) i mezzi adeguati, a condizione che ne abbiano la possibilità ed a prescindere da chi sia il genitore inadempiente. Si tratta di un’obbligazione subordinata e sussidiaria, preposta unicamente a tutela della prole e non dei genitori. Il semplice inadempimento di un genitore non legittima l’altro, dotato di mezzi sufficienti al mantenimento dei figli, a richiedere l’intervento degli ascendenti.