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Responsabilità medica e danno estetico

Risarcimento danni da errore medico nella chirurgia estetica

Il danno biologico e il danno estetico.

Lo Studio Legale C&M ha maturato una significativa esperienza nel risarcimento del danno causato da interventi chirurgici eseguiti difformemente rispetto agli standard e alle linee guida dell’arte medica, sia con riferimento alla chirurgia generale, sia con riferimento al complesso ambito della chirurgia estetica.

Nella chirurgia estetica, infatti, il danno è spesso composto da diverse categorie di lesioni, sia di natura biologica (quando l’intervento sbagliato provoca un danno e una sofferenza fisica al paziente) sia di natura psichica e morale (quando i risultati dell’intervento non incontrano le aspettative del paziente).

Quali danni possono essere risarciti?

È possibile chiedere il risarcimento di due categorie di danni:

Danni patrimoniali

Si tratta dei danni che hanno implicato un esborso economico, ad esempio la necessità di eseguire interventi chirurgici correttivi, spese per cure mediche e riabilitative, acquisto di medicinali. È necessario che vi sia prova scritta di tali esborsi per poter richiederne il risarcimento.

Danni non patrimoniali

Il danno non patrimoniale è costituito da tutte quelle categorie di danno che non comportano una conseguenza economica, bensì morale, biologica, psichica. Nella chirurgia estetica il danno psichico e il danno esistenziale sono voci importanti che devono essere risarcite.

I casi più frequenti

Negli ultimi anni si è osservato un notevole incremento di casi di negligenza medica nella branca della chirurgia estetica. Tra le casistiche maggiormente trattate vi sono quelle relative ad interventi di rinoplastica male eseguiti.  Oltre al danno estetico in questi casi si manifesta spesso un danno biologico per causa dell’alterazione delle vie nasali, rendendo necessario intervenire nuovamente, in via chirurgica, per rimediare al problema.

Anche nei casi di liposuzione si possono manifestare conseguenze negative quali lesioni ai tessuti, oppure parestesie. L’aumento di interventi in questa categoria ha portato ad un notevole amento del contenzioso.

Tra i casi più trattati vi sono anche quelli di mastoplastica additiva, sia sotto il profilo del danno estetico in caso di asimmetrie o errori nella scelta delle protesi, ma anche conseguenze di natura biologica, tra cui infezioni o lesioni ai nervi e tessuti.

 

Come agire per il risarcimento del danno?

I passi da compiere per valutare l’esistenza del danno e procedere con la quantificazione e il risarcimento:

1. Perizia medico legale

Rivolgersi a un medico legale è il primo passo da compiere per accertare l’esistenza del danno e procedere con la relativa quantificazione. Consente di valutare in via preventiva la fondatezza della causa e l’opportunità o meno di procedere.

2. Invio della lettera di diffida

Dopo aver valutato la situazione sotto il profilo medico-legale, se vi è fondatezza nella richiesta si può procedere con la redazione della lettera di diffida nei confronti del medico o della struttura sanitaria, al fine di ottenere il pagamento spontaneo da parte della controparte.

3. Accertamento Tecnico Preventivo (ATP)

Se a seguito della diffida vi è rifiuto a pagare, la Legge n. 24 dell’8 marzo 2017 (cd. legge “Gelli-Bianco”) ha previsto una specifica procedura giudiziaria per l’accertamento, in tempi brevi, del danno sofferto.

4. Causa civile ex art. 702 bis c.p.c.

Se all’esito di tutte le fasi precedenti la struttura sanitaria o il medico responsabile non provvedono al risarcimento, si rende necessario avviare una causa civile per ottenere un titolo esecutivo (sentenza) al fine di procedere forzosamente per il recupero del credito risarcitorio.

Domande frequenti

Trova la risposta ai dubbi più comuni dei nostri clienti

Per procedere con una quantificazione è necessario in primo luogo l’intervento di un medico legale che determini le percentuali di danno biologico. Per convertire le percentuali di danno biologico in valori monetari si usano specifiche tabelle redatte dal Tribunale. Anche il danno morale può essere quantificato secondo le medesime tabelle in base alla gravità delle conseguenze psichiche dell’intervento, che possono essere accertate fornendo documentazione medico legale, o perizie redatte da psicologi.

A mero titolo di esempio, a fronte del riconoscimento di 5 punti percentuali di danno, con riconoscimento di danno morale, il risarcimento calcolato secondo le tabelle utilizzate dai Tribunali per un soggetto di 30 anni sarebbe pari a circa € 11.000,00 a cui sommare l’eventuale danno patrimoniale.

Le tempistiche sono spesso connesse alla complessità della causa e alla disponibilità della controparte a giungere ad un accordo. Se a seguito della diffida il medico o la struttura sanitaria responsabile decidono di avviare una trattativa, la controversia può essere risolta in poche settimane. Se invece fosse necessario rivolgersi al Tribunale, con le procedure semplificate previste dalla Legge Gelli-Bianco i tempi per ottenere una sentenza sarebbero di circa 18-24 mesi.

Se non si dispone di un medico legale di fiducia è possibile individuare un professionista consultando l’Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio reperibile on-line sui siti internet dei Tribunali. In caso di necessità è possibile contattare il nostro Studio per ricevere assistenza nell’individuazione del professionista più vicino alla residenza del Cliente.

Lo Studio C&M è in grado di offrire i propri servizi di assistenza legale su tutto il territorio nazionale. Soprattutto a seguito dei noti eventi connessi alla pandemia, la presenza in Studio del Cliente si è notevolmente ridotta. Gli appuntamenti vengono svolti telefonicamente o in videoconferenza, mentre per quanto riguarda la documentazione, questa può essere trasmessa in formato digitale o a mezzo posta-corriere.

La maggior parte dei Clienti che fino ad oggi si è rivolta allo Studio risiede fuori città, in piccoli centri urbani dove talvolta individuare uno studio specializzato in ambito medico-estetico può risultare più complicato.

Il compenso viene stabilito in base alla complessità della causa e al valore del risarcimento richiesto, secondo il tariffario forense di cui al D.M. n. 55/2014. È possibile contattare lo Studio per ricevere, senza alcun impegno, un preventivo delle spese e dei compensi da sostenere.

Lo Studio C&M, a maggiore riprova dell’impegno e professionalità del proprio operato, subordina parte del proprio compenso alla positiva definizione della controversia. Non è invece possibile prevedere compensi in percentuale rispetto al risarcimento ottenuto, in quanto vietati dalla legge professionale (divieto di patto quota lite).

Le procedure di risarcimento del danno coinvolgono sempre le compagnie assicurative dei medici e delle strutture sanitarie. Pertanto non vi è rischio di solvibilità. Spesso le trattative vengono poste in essere direttamente con le assicurazioni.

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