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Redazione di contratti di convivenza

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Contratti di convivenza.

Con il contratto di convivenza le coppie conviventi possono disciplinare i loro rapporti patrimoniali in modo diverso o ulteriore rispetto alla tutela minima che i commi precedenti garantiscono. Le disposizioni in oggetto costituiscono un’esplicazione del principio di autonomia privata, ormai ampliamente applicabile anche alla materia del diritto di famiglia. Esse non sono, tuttavia, in linea con Ordinamenti di altri Paesi, ove l’autonomia può, per alcuni aspetti, esplicarsi anche in ordine a rapporti di carattere personale.

Il contratto deve essere redatto in forma scritta, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata. Il notaio o l’avvocato che autenticano la sottoscrizione devono attestare che le pattuizioni sono conformi alle norme imperative ed all’ordine pubblico. Questa disposizione, ovvia nel momento in cui richiede la conformità, sembra in contrasto con i principi della richiamata autonomia privata, nel momento in cui la sottopone a forme di controllo esterne ad essa.

I rapporti che possono essere disciplinati con il contratto di convivenza non riguardano solo il regime patrimoniale da adottare, ma anche le modalità di contribuzione alle necessità della vita comune. Sotto tale profilo non sembra prevedibile una larga applicazione dell’istituto, non essendo compatibili con l’essenza del vivere insieme in quanto coppia le precisazioni sulla concreta divisione delle spese, quotidiane o meno.

Il comma 53, lett. c) della nuova legge esplicitamente afferma che anche i conviventi possono scegliere il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Le previsioni del contratto di convivenza e, quindi, anche il regime patrimoniale della comunione dei beni eventualmente scelto dalla coppia sono opponibili ai terzi ove il professionista che abbia ricevuto l’atto in forma pubblica o ne abbia autenticato la sottoscrizione provveda a trasmetterne copia al comune di residenza dei conviventi, per l’iscrizione all’anagrafe.

Il contratto di convivenza può sciogliersi per volontà di entrambi o anche di uno solo dei conviventi. Lo scioglimento richiede le stesse formalità previste per la costituzione, vale a dire, a pena di nullità, la forma scritta e la redazione di atto pubblico o scrittura privata. In quest’ultimo caso la sottoscrizione deve essere autenticata da un notaio o da un avvocato.

Contratti di convivenza nel diritto internazionale

L’art. 30-bis in materia di contratti di convivenza è stato introdotto nel sistema italiano di diritto internazionale privato con il comma 64, l. n. 76/2016, ad integrazione e modifica della l. n. 218/1995.
La norma ha ad oggetto la disciplina alla legge applicabile ai contratti di convivenza, ed in questo si giustifica la sua collocazione sistematica a seguito dell’art. 30, l. n. 218/1995 dedicato alla legge applicabile ai rapporti patrimoniali tra coniugi.

La disciplina è in parte mutata a seguito del regolamento europeo n. 1104/2016 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento all’esecuzione delle decisioni in materia di effetti patrimoniali delle unioni registrate, unitamente al regolamento europeo n. 1103/2016 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento all’esecuzione delle decisioni in materia di effetti patrimoniali delle coppie coniugate, entrambi di imminente emanazione, sulla base di una cooperazione rafforzata tra Stati europei (Svezia, Belgio, Grecia, Croazia, Slovenia, Spagna, Francia, Portogallo, Italia, Malta, Lussemburgo, Germania, Repubblica ceca, Paesi Bassi, Austria, Bulgaria e Finlandia).

Il regolamento europeo relativo alle unioni registrate si applica soltanto ai conviventi che abbiano registrato il vincolo a partire dal 29.1.2019 (art. 69 regolamento), ferma la riconoscibilità delle sentenze anche se emesse all’esito di procedimenti avviati anteriormente a tale data. La sua applicazione è inoltre esclusa con riferimento, tra l’altro, alle questioni inerenti la capacità giuridica dei partner, l’esistenza, la validità e il riconoscimento del vincolo e le obbligazioni alimentari.