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Obbligazioni alimentari

Indice

La normativa di riferimento per le obbligazioni alimentari

Lo scopo dell’obbligazione alimentare è quello di assicurare a coloro che si trovano in uno stato di bisogno, una prestazione continuativa o periodica di quanto è necessario per vivere, prestazione che viene sempre commisurata e parametrata alle condizioni economiche dell’obbligato.

Il reg. CE n. 4/2009, subentrando al reg. CE n. 44/2001, ha introdotto una nuova disciplina europea delle obbligazioni alimentari, avente ad oggetto – in particolare – norme sulla competenza, sulla legge applicabile, sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni, nonché sulla cooperazione amministrativa in tema di obbligazioni alimentari.

Si applica dal 18.6.2011, e vincola tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, ad eccezione del Regno di Danimarca, nei confronti del quale non trova applicazione, in virtù di un accordo concluso con la Commissione Europea, la parte del regolamento relativa alla legge applicabile e alla cooperazione giudiziaria tra autorità centrali.

Ad esso è collegato il Protocollo dell’Aja sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari del 23.11.2007 (che sostituisce la Convenzione dell’Aja del 1973 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari), entrato in vigore definitivamente l’1.8.2013 (ad eccezione di Danimarca e Regno Unito).

Per gli Stati non membri dell’Unione vige nella materia, fra gli Stati contraenti, la Convenzione di Lugano del 30.10.2007

Cosa è ricompreso nelle obbligazioni alimentari

Il regolamento va interpretato in modo uniforme ed autonomo, prescindendo dal diritto nazionale, al fine della parità di attribuzione dei diritti e degli obblighi, della parità di trattamento di situazioni simili indipendentemente dal giudice adito, nonché di agevolare il recupero dei crediti alimentari nell’Unione europea. La sua particolarità è data dallo stretto legame applicativo con la Convenzione di Lugano del 2007 e il Protocollo dell’Aja del 2007.

Il concetto di obbligazione alimentare ricomprende tutte le obbligazioni alimentari del diritto di famiglia, indipendentemente dalla denominazione che esse assumono secondo la legge applicabile al merito della controversia. Inoltre, vi rientra qualsiasi obbligazione che abbia per scopo di garantire il sostentamento di una persona, a prescindere dal fatto che si tratti di pagamento di natura periodica, o che sia commisurata alle risorse dell’obbligato e alle necessità dell’avente diritto.

Può pertanto trattarsi del versamento di una somma forfettaria se l’importo del capitale è fissato in modo da garantire un livello predeterminato di reddito, oppure del trasferimento della proprietà di beni ove e nella misura in cui si accerti che tali beni siano diretti alla costituzione di un capitale allo scopo di garantire il sostentamento del creditore alimentare.

Tali prestazioni, ove dirette a garantire il sostentamento di un coniuge in caso di bisogno, oppure qualora ne fosse stabilito l’ammontare prendendo in considerazione le esigenze e le risorse di ciascun coniuge, riguardano un’obbligazione alimentare e non i rapporti patrimoniali tra coniugi, che sono esclusi dall’ambito di applicazione materiale della Convenzione. L’opinione maggioritaria, inoltre, propende per l’esclusione dall’ambito applicativo del regolamento in esame anche delle obbligazioni alimentari che trovano la propria causa in disposizioni successorie, per le quali troverebbe applicazione il reg. UE n. 650/2012. Allo stesso modo, devono ritenersi escluse le obbligazioni alimentari convenzionali, contratte in assenza di alcun collegamento con la materia familiare.

Sono ricompresi i crediti derivanti da rapporti di famiglia, parentela, matrimonio e affinità. La delimitazione del campo di applicazione soggettivo non è univoca date le differenti fonti (v. Convenzione Lugano 2007 e Protocollo Aja 2007). La finalità di uniformazione consente, tuttavia, una interpretazione ampia del concetto di rapporti familiari e l’estensione del reg. CE n. 4/2009 a partnership registrate e convivenze, anche tra persone dello stesso sesso. Soltanto tale interpretazione estensiva, infatti, consente di perseguire l’obiettivo che il considerando 11 del regolamento in oggetto pone quando discorre di “garantire la parità di trattamento tra tutti i creditori di alimenti”. Ne discende, dunque, che tutte le obbligazioni alimentari, incluse quelle derivanti da unioni e convivenze registrate, anche tra persone dello stesso sesso, debbano necessariamente collocarsi nell’ambito applicativo del citato regolamento. L’eventuale carattere familiare consente di estendere l’applicazione del reg. CE n. 4/2009 anche alle determinazioni di obbligazioni alimentari operate in via contrattuale, nella misura in cui esse abbiano fondamento solidaristico, a prescindere dalla loro conformità all’obbligo legale, quanto ad esistenza e misura.