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Modifica dei provvedimenti relativi alla separazione

Indice

Competenza

La competenza per materia, relativamente a qualsiasi domanda di modifica delle condizioni di separazione spetta indiscutibilmente al Tribunale che decide, collegialmente, in camera di consiglio. È fatta però salva la competenza del Tribunale per i minorenni laddove vengano dedotti comportamenti dei genitori pregiudizievoli alla prole minorenne e causa di una invocata pronuncia di decadenza dalla potestà o di suo affievolimento, e laddove, quindi, non si controverta unicamente dell’affidamento dei minori.

Oggetto del procedimento di revisione

Oggetto dei procedimenti in esame sono tutti i provvedimenti adottati in riferimento ai figli (art. 155 c.c.), ai rapporti patrimoniali tra i coniugi (art. 156 c.c.) e al cognome della moglie (art. 156-bis c.c.), nonché quelli relativi all’assegnazione ed al rilascio della casa coniugale.

Non possono invece essere oggetto del procedimento di revisione i provvedimenti presidenziali o del giudice istruttore emessi ai sensi dell’art. 708 c.p.c. all’udienza presidenziale nel procedimento di separazione, poi estintosi e rimasti efficaci ex art. 189 disp. att. c.p.c.

La revisione delle condizioni di separazione può avvenire solo in presenza di giustificati motivi sopravvenuti, vale a dire di eventi tali da incidere in modo non marginale sui provvedimenti presi con la sentenza di separazione o sul contenuto degli accordi omologati.

Ricorso introduttivo

Legittimati a presentare il ricorso sono i coniugi, sia congiuntamente che separatamente.

Perché si possa effettivamente chiedere la modifica delle condizioni di separazione occorre il passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale o la irreclamabilità del decreto di omologa della separazione consensuale. Diversamente, la pronuncia sulla richiesta di modifica delle condizioni verrebbe ad incidere su provvedimenti ancora suscettibili di modificazione da parte del giudice del gravame.

La domanda si propone con ricorso, sottoscritto da entrambe le parti in caso di domanda congiunta di modifica, e apre un procedimento che si svolge nelle forme del rito camerale, più snello e celere. Salvo quando sia congiunto, avendo generalmente ad oggetto le pretese contrapposte dell’una e dell’altra parte, il Presidente del Tribunale deve fissare l’udienza in camera di consiglio e stabilire un termine entro il quale il ricorso col pedissequo decreto deve essere notificato alla controparte.