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Interdizione e inabilitazione

Indice

Quand’è che si può essere interdetti o inabilitati?

Un individuo che ha raggiunto la maggiore età, e che quindi per l’ordinamento sarebbe capace di compiere atti giuridici validi, può, tuttavia, essere affetto da incapacità naturale, e non essere quindi capace di porre in essere determinate attività.

Per compiere gli atti di cui sopra è necessario un “rappresentante legale”. Tuttavia, un soggetto maggiorenne ed incapace può avere un rappresentante legale solo in forza di un provvedimento del giudice in tal senso. Nessuno, neanche i parenti più prossimi, possono divenire rappresentanti legali per il semplice vincolo di parentela.

La procedura

L’interdizione può essere chiesta nei confronti di un individuo maggiorenne quando questi si trova in una situazione di abituale infermità di mente, tale da renderlo incapace di provvedere ai propri interessi quando ciò è necessario per assicurare una sua adeguata protezione.

L’inabilitazione riguarda invece l’infermo di mente quando il suo stato non è talmente grave da dar luogo alla procedura di interdizione. Può essere inabilitato anche il soggetto affetto da prodigalità, o che per causa di abuso di bevande alcoliche o per causa dell’uso di sostanze stupefacenti, espone se stesso oppure la sua famiglia a dei gravi pregiudizi di natura patrimoniale.

Possono anche essere inabilitati i ciechi o sordomuti, individui del tutto incapaci di provvedere ai propri interessi.

È prassi che il tutore venga scelto nello stesso ambito familiare dell’assistito; infatti, possono essere nominati:

  • il coniuge, purché non separato legalmente,
  • la persona stabilmente convivente,
  • il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, e comunque il parente entro il quarto grado.
  • In alternativa viene scelto tenuto conto dell’esclusivo interesse del beneficiario.

L’interdizione e l’inabilitazione possono essere chieste da:

  • il coniuge
  • i parenti entro il quarto grado
  • gli affini entro il secondo grado.

È sempre necessaria per le suddette procedure l’assistenza del legale. Il Giudice decide emettendo una sentenza, accogliendo o rigettando la richiesta, che in casi particolari può anche essere avanzata dal Pubblico Ministero.