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Disciplina dello scioglimento del matrimonio

Indice

Premesse

Ai sensi dell’art. 149, c. 1, c.c., il matrimonio si scioglie con la morte di uno dei coniugi e negli altri casi previsti dalla legge. In caso di morte di uno dei coniugi, nascono in capo al coniuge superstite i diritti successori, permane il vincolo di affinità e la vedova può conservare il cognome del marito fino ad eventuali nuove nozze. Oltre alla morte accertata, tra le cause di scioglimento del matrimonio rientrerebbe anche la dichiarazione di morte presunta, posto che l’art. 65 c.c. legittima il coniuge superstite a contrarre nuovo matrimonio, presupponendone, con ciò, il suo stato di libero. Tali effetti della morte presunta vengono meno allorquando il coniuge dichiarato morto faccia ritorno o sia provata la sua esistenza in vita, con conseguente nullità ex art. 68 c.c. del matrimonio contratto dal coniuge superstite.

La cessazione degli effetti civili del matrimonio

L’art. 149 c.c., al secondo comma, distingue, accanto allo scioglimento del matrimonio, la cessazione degli effetti civili del matrimonio celebrato con rito religioso. Ciò serve solamente a evidenziare che la sentenza di scioglimento del matrimonio produce effetti nel nostro ordinamento, senza incidere sull’esistenza del matrimonio religioso.

Divorzio

La l. 1.12.1970, n. 898 disciplina invece il divorzio quale causa di scioglimento giudiziale del vincolo matrimoniale.

Facendo seguito a quanto suesposto, la pronuncia di scioglimento del vincolo matrimoniale di cui all’art. 1, l. 1.12.1970, n. 898 si riferisce ai soli matrimoni contratti a norma del Codice civile; per i matrimoni celebrati con rito religioso, il giudice può dichiarare unicamente la cessazione degli effetti civili.

Lo scioglimento del matrimonio comporta l’estinzione dei doveri reciproci che derivano dal matrimonio e quindi dei doveri di fedeltà, coabitazione, assistenza morale e materiale, collaborazione. Lo scioglimento del matrimonio fa venir meno, altresì, i diritti sorti in capo ai coniugi con il matrimonio e scioglie la comunione legale.

Distinto dallo scioglimento del matrimonio, abbiamo l’annullamento e dalla dichiarazione di nullità del matrimonio: infatti, mentre lo scioglimento trova fondamento in una causa successiva alla celebrazione del matrimonio (riguarda il rapporto ed opera con efficacia ex nunc), le invalidità matrimoniali estinguono il vincolo per una causa che colpisce il matrimonio al momento della sua celebrazione e, dunque, rimuovono lo stesso atto di matrimonio.

Cause tassative di divorzio

La causa che giustifica la pronuncia di scioglimento del matrimonio civile o di cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario è da rinvenire nella sopravvenuta impossibilità di comunione spirituale o materiale fra i coniugi, per la sussistenza di una delle cause previste dall’art. 3, l. 1.12.1970, n. 898.

I presupposti di cui all’art. 3 sono necessari e tassativi, in quanto il divorzio non può essere pronunciato se non in presenza di uno di essi e sono:

a) situazioni a rilevanza penale, qualora ricorra una sentenza penale di condanna passata in giudicato nei confronti dell’altro coniuge emessa dopo la celebrazione del matrimonio, anche per fatti commessi in precedenza;

b) assoluzione per vizio totale di mente da uno dei delitti per i quali la condanna comporterebbe causa sufficiente a giustificare la domanda di divorzio o estinzione del reato;

c) separazione personale;

d) mancata consumazione del matrimonio;

e) annullamento del matrimonio o divorzio ottenuti all’estero, o nuovo matrimonio celebrato all’estero dal coniuge straniero;

f) passaggio in giudicato della sentenza di rettificazione del sesso.