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Diritto dei Consumatori

Contro gli squilibri contrattuali

La tutela del consumatore

Il Codice del Consumo riconosce al consumatore una maggiore tutela rispetto a quanto previsto dal Codice Civile, riportando così un giusto equilibrio tra le parti contrattuali. Lo scopo è quello di permettere al consumatore di effettuare con maggiore tranquillità quegli scambi commerciali che quotidianamente pone in essere (si pensi ad esempio ai sempre più frequenti acquisti online).

Lo Studio Legale C&M si occupa di tutelare i consumatori sia in via stragiudiziale che giudiziale.

Nella nostra esperienza abbiamo rilevato come spesso i Clienti non siano a conoscenza di tutti i diritti a loro riconosciuti dalla normativa speciale in materia di diritto dei consumatori. Questa mancanza di informazione porta spesso gli utenti a rimanere inerti in quei casi in cui la legge gli riconoscerebbe, invece, una forte protezione.

Cosa si intende per "consumatore"?

La domanda non è scontata. Il Codice del Consumo definisce il Consumatore come “la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta”. Tuttavia, la giurisprudenza ha esteso l’applicazione della normativa riservata ai consumatori anche agli imprenditori e professionisti, nei casi in cui essi agiscono per scopi estranei alla loro attività. Infine, le norme del Codice del Consumo relative alle prassi commerciali scorrette sono applicabili anche alle “microimprese”, ossia quelle “entità, società o associazioni che, a prescindere dalla forma giuridica, esercitano un’attività economica, anche a titolo individuale o familiare, occupando meno di dieci persone e realizzando un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a due milioni di euro”.

Quali diritti può esercitare il consumatore?

Il Codice del Consumo riconosce al consumatore una tutela rafforzata 

Nullità di protezione

Vi sono determinate clausole vessatorie che ai sensi del Codice del Consumo sono nulle anche se espressamente accettate e sottoscritte. Infatti, la normativa prevede che alcuni diritti del consumatore siano inderogabili e quindi non rinunciabili da parte del consumatore.

Termini di contestazione

La disciplina tradizionale della vendita prevede un termine brevissimo per denunciare i difetti di un prodotto: soli 8 giorni. Tuttavia, il Codice del Consumo estende tale termine a 60 giorni. Anche il termine di prescrizione per chiedere il rimborso e il risarcimento del danno è esteso da 1 anno a 26 mesi.

Diritto di ripensamento

Il Codice del Consumo riconosce un diritto non previsto nel Codice Civile: la possibilità di recedere senza alcun tipo di penalità, e senza dover specificare il motivo, dai contratti stipulati a distanza o fuori dai locali commerciali.

Pubblicità ingannevole

Il Codice del Consumo definisce come illegale ogni pratica commerciale idonea a falsare il comportamento economico del consumatore. Tale tutela è riconosciuta sia alle persone fisiche, sia alle microimprese quando queste operano con soggetti dotati di elevata forza contrattaule.

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Quanto sopra indicato è solo una piccola parte di quanto contenuto nel Codice del Consumo, che si compone di 146 norme a tutela del Consumatore. Sottoponici il tuo caso per un’analisi approfondita.