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Delibazione delle sentenze di divorzio straniere

Indice

Premesse

A seguito dell’aumento degli stranieri nel nostro Paese, sono altresì aumentati i matrimoni tra soggetti di diversa cittadinanza, e conseguentemente i divorzi, sicché è stato necessario affrontare la tematica relativa al riconoscimento delle sentenze straniere di volontaria giurisdizione in Italia.

In passato le pronunce di scioglimento del vincolo matrimoniale emesse all’estero da Tribunali e Corti stranieri acquisivano efficacia nel territorio italiano a seguito di delibera della Corte d’Appello. Oggi invece, compatibilmente al principio della circolazione internazionale dei provvedimenti giudiziari, le sentenze e provvedimenti stranieri, allorquando abbiano i requisiti richiesti dalla legge (artt. 64, 65 e 66 L.218/1995), vengono riconosciuti automaticamente.

Chi è competente a delibare le sentenze straniere?

L’accertamento della sussistenza dei requisiti indefettibili ai fini della trascrizione è compito dell’Ufficiale di Stato Civile.

Nei casi in cui l’Ufficiale di Stato Civile non ritenga sussistenti i requisiti prescritti per la trascrizione di una sentenza o provvedimento di divorzio pronunciati all’estero, dovrà rifiutare l’adempimento e trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica.

Il Procuratore potrà esprimere parere favorevole alla trascrizione (nel qual caso l’Ufficiale dello Stato Civile trascriverà la sentenza dandone comunicazione all’interessato), ovvero negare la richiesta di riconoscimento (nel qual caso l’Ufficiale dello Stato Civile comunicherà all’interessato il provvedimento di diniego indicando la motivazione ed avvertendolo circa la possibilità di rivolgersi alla Corte d’Appello competente al fine di richiedere l’accertamento dei requisiti del riconoscimento).

Come si procede alla trascrizione?

La trascrizione dovrà essere richiesta dal soggetto interessato all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune nei cui registri risulta trascritto il matrimonio, personalmente o attraverso l’Autorità consolare italiana ovvero tramite un legale munito di procura speciale.

L’Ufficiale di Stato Civile che trascrive la sentenza straniera di divorzio, annotandola a margine dell’atto di matrimonio, ne dà successivamente comunicazione, per ciascuno degli sposi, all’ufficio anagrafe del Comune di residenza per il cambiamento di stato civile da coniugato a libero di stato ed al comune di nascita per l’annotazione.

Quali sono i requisiti necessari ai fine della trascrizione della sentenza di divorzio straniera?

In primis, l’Ufficiale dello Stato Civile dovrà accertare che tutto sia regolare dal punto di vista formale, ovvero che la sentenza:

  • sia pervenuta al Comune in copia autentica;
  • sia stata debitamente legalizzata dall’Autorità consolare italiana o diplomatica con sede nello Stato in cui il provvedimento è stato emanato;
  • sia munita della traduzione giurata in lingua italiana;
  • sia pervenuta in forma integrale.

Dopodiché accerterà la sussistenza dei requisiti sostanziali richiesti dall’art. 64 L. 218/1995, ai fini della trascrizione della sentenza di divorzio straniera, ossia che:

  • il giudice dello Stato estero che l’ha pronunciata poteva conoscere della causa secondo i principi sulla competenza giurisdizionale propri dell’ordinamento italiano;
  • l’atto introduttivo del giudizio è stato portato a conoscenza del convenuto in conformità a quanto previsto dalla legge del luogo dove si è svolto il processo e non sono stati violati i diritti essenziali della difesa;
  • le parti si sono costituite in giudizio secondo la legge del luogo dove si è svolto il processo o la contumacia è stata dichiarata in conformità a tale legge;
  • la sentenza è passata in giudicato secondo la legge del luogo in cui è stata pronunziata;
  • la sentenza non è contraria ad altra sentenza pronunziata da un giudice italiano passata in giudicato;
  • non pende un processo davanti a un giudice italiano per il medesimo oggetto e fra le stesse parti, che abbia avuto inizio prima del processo straniero;
  • le disposizioni della sentenza non producono effetti contrari all’ordine pubblico italiano.