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Cessazione del fondo patrimoniale

Indice

Gestione e alienazione dei beni

La proprietà dei beni del fondo patrimoniale spetta ed entrambi i coniugi, salvo il caso in cui nell’atto costitutivo sia previsto diversamente, e così anche la sua gestione, secondo le norme sulla comunione legale. Gli atti di ordinaria amministrazione possono pertanto essere compiuti disgiuntamente, mentre è necessario il consenso di entrambi i coniugi per quanto riguarda gli atti di straordinaria amministrazione.

L’acquisto dei frutti avviene pro quota in capo ai coniugi titolari dei beni o del diritto di godimento sugli stessi ed entrambi i coniugi disgiuntamente sono legittimati a disporre dei frutti, sia civili che naturali.

Salvo diverse espresse previsioni, i beni conferiti non possono essere oggetto di alienazione, ipoteca, pegno o altro vincolo, se non con il consenso di entrambi i coniugi e, se vi sono figli minori, con l’autorizzazione del giudice, purché sia provata la necessità o utilità.

Esecuzione sui beni

L’art. 170 del Codice Civile consente l’esecuzione sui beni e sui frutti del fondo patrimoniale solo per debiti contratti per far fronte ai bisogni della famiglia.

Cessazione

L’art. 171 del Codice Civile prevede tre cause di cessazione del fondo patrimoniale: l’annullamento, lo scioglimento e la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Per le cause di cessazione devono essere rispettate le regole sulla pubblicità: devono essere infatti eseguite sia l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio, sia la pubblicità nei registri matrimoniali.

Sussiste tuttavia una proroga legale della durata del fondo in presenza di figli minori, permanendo in tal caso il vincolo di destinazione sino a quando l’ultimo figlio ha raggiunto la maggiore età.

L’esaurimento dei beni che compongono il fondo patrimoniale non costituisce causa di cessazione, dal momento che sono possibili successivi conferimenti.

Discussa è la possibilità che i coniugi possano sciogliere il fondo patrimoniale con un loro accordo espresso.

L’autorizzazione giudiziale

L’autorizzazione giudiziale è di competenza del tribunale ordinario del luogo di domicilio dei figli minori; autorizzazione che, ad avviso della dottrina, può intervenire anche successivamente al negozio senza che vi sia la necessità di rinnovare il consenso.