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Celebrazione per procura

Indice

La celebrazione per procura

È disciplinata dall’art. 111 del Codice Civile e delinea una regola eccezionale che deroga al principio della necessaria personalità degli sposi nella celebrazione delle nozze. È applicabile in due casi tassativi, ossia a) per i militari e per le persone che, a causa di servizio, si trovano al seguito delle forze armate, in tempo di guerra; b) se uno degli sposi risiede all’estero e concorrono gravi motivi per procedere al matrimonio con urgenza prima che possano essere presenti alla celebrazione entrambi gli sposi.

Il procuratore

Colui che esprime la volontà matrimoniale in luogo del nubendo assente non è un vero e proprio rappresentante, bensì un mero nuncius che si limita a farsi portavoce di una volontà altrui e resta estraneo alla formazione dell’atto, con le relative conseguenze in riferimento ai vizi della volontà e gli stati soggettivi rilevanti relativi all’atto di matrimonio.

La procura

La procura, che deve necessariamente contenere determinati elementi, deve essere rilasciata per atto pubblico e la forma solenne è richiesta ad substantiam. Può essere conferita anche a una pluralità di soggetti e rilasciata anche da persona minore di età, purché ammessa a contrarre matrimonio.

La sua efficacia non può superare il termine di centottanta giorni dal rilascio e diviene definitivamente inefficace nei casi di morte o sopravvenuta incapacità del rappresentato.

La revoca della procura

La procura può essere revocata, espressamente o tacitamente, purché la revoca sia portata a conoscenza del rappresentante. Se il matrimonio viene celebrato nonostante l’avvenuta revoca della procura, si ritiene che esso sia da considerarsi inesistente, salvo che il procuratore non sia venuto tempestivamente a conoscenza della revoca. In tal caso, la successiva coabitazione, anche temporanea, tra i coniugi sana l’invalidità del matrimonio e la revoca si considera inefficace.