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Azioni di divisione ereditaria

Indice

Cos’è la divisione ereditaria?

Quando la proprietà di un bene spetta a più persone per causa diversa dalla successione mortis causa si ha una comunione ordinaria. In questi casi ogni partecipante può decidere di vendere o comunque cedere la propria quota, secondo le normali regole che disciplinano la comunione.

Diversamente, nella comunione ereditaria l’art. 732 c.c. stabilisce che i coeredi vantano un importante diritto: quello di essere preferiti ai terzi al momento della cessione. Pertanto, laddove uno dei coeredi decidesse di cedere la propria quota o anche solo una parte di essa, ai coeredi spetta il cosiddetto diritto di prelazione, cioè il diritto ad essere preferito nella cessione.

Tutti i coeredi possono sempre domandare la divisione: si tratta dell’atto con cui si scioglie la comunione ereditaria. In tal modo i coeredi pongono fine alla comunione diventando conseguentemente unici proprietari dei beni che verranno loro assegnati in sede di divisione.

La divisione ereditaria trova la sua differenza dalla comunione ordinaria nella molteplicità dei beni oggetto di divisione. Non si tratta infatti di un singolo bene, bensì dell’intero patrimonio del defunto. Per quanto riguarda la disciplina, essa non differisce da quella ordinaria, le cui norma sono in via generale applicabili anche alla divisione ereditaria.

Quanti e quali tipi di divisione vengono previsti dal codice?

Esistono tre tipi di divisione: amichevole, giudiziale o testamentaria.

Il primo tipo riguarda i casi in cui i coeredi sono tra loro d’accordo nelle modalità di divisione e di assegnazione. Si tratta ovviamente del caso più semplice posto che per la divisione è sufficiente la stipula di un contratto tra le parti, mediante l’intervento del Notaio. In questo caso non è necessario l’intervento del Tribunale.

Si ha invece divisione giudiziale quando non vi è accordo tra i coeredi i quali si rivolgono all’autorità giudiziaria per poter addivenire alla divisione. Lo scioglimento e la divisione in questi casi avvengono in forza di un provvedimento del giudice e non di un contratto. L’assistenza dell’avvocato, in questo caso, è necessaria.

La divisione testamentaria, infine, trova la sua origine direttamente nel testamento. Il de cuius, infatti, provvede alla divisione nel momento in cui dispone delle sue ultime volontà. Ovviamente tale divisione è consentita purché rispetti i requisiti di legge, in particolare relativi alla quota di legittima.

Le modalità per procedere alla divisione

Prima di poter procedere con la divisione è necessario formare la massa ereditaria e procedere con la stima dei beni. Successivamente, devono essere individuate le quote da assegnare a ciascun coerede. Dette quote dovranno evidentemente essere corrispondenti alla quota di diritto spettante ai coeredi nella comunione ereditaria.