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Adozione internazionale

Indice

A chi rivolgersi per l’adozione internazionale?

La legge italiana individua nel Tribunale per i minorenni l’organo giurisdizionale dinanzi al quale avviare il procedimento di adozione di un minore straniero attraverso la dichiarazione di disponibilità da parte degli aspiranti genitori, dei quali è chiamato ad accertare l’idoneità per l’adozione.

La determinazione del giudice competente avviene attraverso il criterio della residenza degli aspiranti genitori, indipendentemente dalla loro cittadinanza. La attribuzione della giurisdizione esclusiva al Tribunale per i minorenni è effettuata nei confronti dei coniugi, cittadini italiani o stranieri residenti in Italia, che intendono adottare un minore straniero residente all’estero ma, ai sensi del comma 2, anche nei confronti dei coniugi cittadini italiani residenti all’estero: nel primo caso essi devono presentare la dichiarazione di disponibilità al Tribunale per i minorenni del distretto in cui hanno la residenza, nel secondo al Tribunale per i minorenni del distretto in cui si trova il luogo della loro ultima residenza, oppure, in mancanza di questa, al Tribunale per i minorenni di Roma.

La dichiarazione di disponibilità

Il procedimento di adozione prende l’avvio dalla dichiarazione di disponibilità all’adozione internazionale: si tratta di una domanda, presentata mediante ricorso, con la quale i soggetti che intendono adottare chiedono che il competente tribunale adito si pronunzi sulla loro idoneità all’adozione. La domanda è corredata dalla documentazione necessaria a dimostrare l’esistenza dei requisiti previsti dall’art. 6, c. 1, 2, 3, l. adoz.: il matrimonio di durata almeno triennale (periodo comprensivo della eventuale pregressa convivenza), la differenza di età tra adottanti e adottando contenuta tra i diciotto e i quarantacinque anni, l’idoneità affettiva.

La espressa previsione del requisito del matrimonio esclude in radice la possibilità di ricorrere all’adozione di un minore di età, anche straniero, da parte di coppie non coniugate o di single, al di fuori dei casi previsti dalla legge rappresentati dalla morte di uno dei coniugi affidatari prima del termine dell’affidamento preadottivo, positivamente conclusosi con la pronuncia di adozione (ex art. 25, c. 4, l. adoz.) e dalle ipotesi di adozione in casi particolari – che non produce effetti legittimanti – ex art. 44 ss. l. adoz.

Le limitazioni relative alle differenze minime e massime di età tra adottanti e adottando sono sempre più frequentemente oggetto di interpretazioni flessibili e pertanto derogatrici della previsione normativa in funzione dell’interesse del minore ad essere accolto in una famiglia.

Se il tribunale adito valuta ritiene sussistenti, negli aspiranti genitori, i requisiti per l’adozione, trasmette, entro quindici giorni dalla sua ricezione, copia della dichiarazione di disponibilità ai servizi sociali affinché procedano nello svolgimento dei compiti e delle indagini loro affidati dalla legge. Al contrario la loro carenza giustifica una pronuncia immediatamente negativa di idoneità dei richiedenti.

Le attività dei servizi sociali

I servizi socio-assistenziali degli enti locali, ricevuta da parte del Tribunale per i minorenni copia della dichiarazione di disponibilità dei richiedenti, devono svolgere una serie di attività al fine di acquisire tutti gli elementi utili al giudizio di idoneità nei loro confronti: informarli sull’istituto dell’adozione internazionale e/o altre forme di sostegno dei minori in difficoltà; curare lo svolgimento di corsi preparatori all’adozione, che devono essere dagli stessi seguiti con esito positivo; svolgere indagini sulla loro situazione personale familiare sanitaria, sull’ambiente sociale, sulle motivazioni che li inducono a questa esperienza, sulla loro capacità di adottare uno o più minori, anche con riferimento alle caratteristiche di questi ultimi.

Assolti questi compiti entro quattro mesi dalla trasmissione della dichiarazione di disponibilità, essi inviano al tribunale una relazione completa sui risultati delle indagini, utili per fondare il suo convincimento.

L’adozione da parte di singoli

Qualora sussistano le condizioni previste dall’art. 44 della legge, una lettura costituzionalmente orientata della norma in esame consente il rilascio del certificato di idoneità all’adozione di minore straniero a persona non coniugata, nel rispetto del principio posto a fondamento della l. n. 184/1983 secondo cui l’adozione internazionale è ammessa negli stessi casi in cui è consentita l’adozione ordinaria interna e quella in casi particolari.

Il decreto d’idoneità all’adozione internazionale

La dichiarazione di idoneità all’adozione internazionale viene pronunciata con decreto del Tribunale per i minorenni all’esito di un procedimento camerale sentito il Pubblico ministero. Si tratta di un atto giudiziale di accertamento della sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge (matrimonio, età, ecc.) e per il loro riscontro è previsto l’ausilio di servizi locali.

La idoneità all’adozione internazionale deve esser valutata in astratto (mentre l’idoneità all’adozione di minori italiani va valutata in concreto), anche in relazione alla capacità dei richiedenti di educare, istruire, mantenere il minore e a tal fine può esser disposta una Consulenza Tecnica d’Ufficio volta a stabilire le motivazioni che hanno indotto i richiedenti a domandare la pronuncia dell’idoneità all’adozione internazionale, la capacità ad accogliere un minore straniero già abbandonato, nonché ad accertare le condizioni e le risorse dei richiedenti medesimi e fornire ogni utile notizia al riguardo.

Le spese della Consulenza sono a carico dell’Erario solo in caso di gratuito patrocinio, diversamente devono essere affrontate dagli istanti. Nel caso in cui i richiedenti siano portatori di handicap, tale condizione non può costituire dato discriminante della valutazione, tuttavia in questo particolare caso il giudizio di idoneità (o inidoneità in caso di rigetto della domanda) deve esser valutato con particolare rigore eventualmente facendo ricorso ad una C.T.U. che chiarisca se il minore potrà comunque trarre beneficio dall’adozione nonostante l’handicap dei genitori adottanti.

Il decreto è suscettibile di revoca nel caso sopraggiungano nuove circostanze (o emergano circostanze preesistenti in precedenza non rilevate) in presenza delle quali non è possibile dichiarare idonea la coppia.

Tanto il decreto di idoneità all’adozione internazionale, quanto la sua revoca, sono reclamabili entro 10 giorni dalla comunicazione che avviene a cura della cancelleria, mentre è esclusa la ricorribilità per cassazione.

Il decreto d’idoneità all’adozione internazionale deve esser comunicato alla commissione per le adozioni internazionali e pertanto nel relativo dispositivo del provvedimento viene disposta la trasmissione del decreto, della relazione, e della documentazione presente nel fascicolo del procedimento, alla commissione per le adozioni internazionali.