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Accettazione con beneficio di inventario

Indice

In cosa consiste il “beneficio di inventario”?

Con l’accettazione ordinaria (o volendo usare i termini giuridici: “pura e semplice”) l’erede confonde il suo patrimonio con il patrimonio del defunto che in tal modo diventano un patrimonio unico.

Non sempre quanto sopra è conveniente per gli interessi dell’erede, soprattutto nel caso vi siano molti debiti ereditati. Infatti, se nel patrimonio del de cuius i debiti sono maggiori dei crediti, l’erede è comunque tenuto ad onorarli. In questi casi conviene accettare l’eredità non pura e semplice, bensì con beneficio di inventario, così da non dover subito rispondere con il proprio patrimonio per tutti quei debiti che sono stati ereditati.

Vi sono peraltro dei casi in cui l’accettazione con beneficio di inventario non è facoltativa, ma obbligatoria. Questo a tutela del soggetto erede. Nello specifico, l’accettazione con beneficio di inventario è obbligatoria per i seguenti soggetti:

  1. i minori o gli interdetti (art. 471 c.c.);
  2. i minori emancipati o gli inabilitati (art. 472 c.c.)
  3. le persone giuridiche, le associazioni, fondazioni e gli enti non riconosciuti, escluse, però, le società commerciali (art. 473 c.c.).

Ovviamente il fatto che vi sia necessità di accettazione con beneficio di inventario non implica che questa sia automatica: è sempre necessario che vi sia un atto di accettazione, ad esempio da parte del tutore o dal genitore previa autorizzazione da parte del giudice tutelare.

Nei casi non ricompresi in quelli di cui sopra, l’accettazione beneficiata è facoltativa.

Quali sono gli effetti del beneficio d’inventario? 

La risposta la si può rinvenire nell’art. 490 c.c., che afferma in primis l’effetto principale del beneficio di inventario, ossia la distinzione del patrimonio del defunto da quello dell’erede. La medesima norma disciplina però anche altre conseguenze, prevedendo che l’erede:

  1. conserva verso l’eredità tutti i diritti e obblighi che aveva verso il defunto, tranne quelli che si sono estinti per causa della morte; in tal modo l’erede potrà soddisfare i crediti che aveva nei confronti del defunto;
  2. non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti, pertanto l’erede eviterà di avere un danno quale conseguenza dell’eredità, dovendo estinguere i debiti ereditari solo con l’attivo – se presente – dell’asse ereditario;
  3. i creditori dell’eredità e i legatari possono soddisfarsi sul patrimonio ereditario prima che possano farlo, su tali beni, i creditori dell’erede

Quando si perde il beneficio di inventario?

Nei casi di accettazione con beneficio di inventario bisogna prestare attenzione ad alcune fattispecie previste dal codice civile e che hanno, quale conseguenza, quella di implicare la decadenza dal beneficio di inventario.

Si tratta, nello specifico, dei casi di alienazione dei beni ereditari senza che ve ne sia l’autorizzazione (art. 493 c.c.), di omissioni o infedeltà nella redazione dell’inventario (art. 494 c.c.) oppure nelle altre ipotesi espressamente previste dall’art. 505 c.c. (e cioè l’inosservanza delle procedure previste dalla legge).